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Indice delle ricerche suddivise per anno |
2009
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PROSP, Professionalizzazione dei Servizi alla Persona. Il progetto prevede l'apprendimento, la sperimentazione e il trasferimento di una buona pratica formativa nata in Francia nella regione dei Midì Pyrénées.
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Il progetto Info C.O.O.P (Programma Grundtvig) sul rilancio e la valorizzazione delle opportunità di apprendimento, formazione e (re)inserimento socio-culturale dei cittadini anziani residenti in aree svantaggiate a rischio di impoverimento culturale.
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Fattori di sviluppo ed evoluzione dell'economia centese, capitolo del volume "Cassa di Risparmio di Cento - Un secolo e mezzo di economia e socialità". Sotto una sintesi del lavoro svolto e due articoli che lo riguardano.
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Le dinamiche finanziarie delle imprese ferraresi: analisi e valutazione delle criticità (sintesi della ricerca realizzata dall’Università di Ferrara e CDS)
2008
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Customer satisfaction di Ferrara T.U.A.
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Monitoraggio sulle evasioni in alcuni parcheggi di Ferrara gestiti da Ferrara Tua nei mesi di marzo e maggio 2008
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Customer satisfaction di Area S.p.A.
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La consulenza all'associazione comunale Alto Ferrarese per il Piano Strutturale Comunale associato - approfondimenti sugli scenari futuri della popolazione e abitativi
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Prime tendenze del settore tessile in provincia di Ferrara, ricerca commissionata dalla CGIL di Ferrara
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Consulenza per la comunicazione in materia di sicurezza stradale presso la Provincia di Ferrara (Progetto Inside BTB-CDS)
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Realizzazione della guida “Dopo la terza media, quale scelta? 2009”. Guida realizzata in italiano, francese, inglese, russo, romeno, arabo, pakistano e cinese
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Progetto Europeo Formation des Formateurs et Animateurs pour le Projet (PROSP), in partnership con Francia, Spagna, Slovenia (formazione a distanza di operatori domiciliari per anziani e portatori di handicap)
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Progetto di alternanza scuola-lavoro in partnership con IPSIA Fratelli Taddia di Cento
2007
2006
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La consulenza all'associazione comunale Terre d'Acqua per il Piano Strutturale Comunale associato
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La consulenza all'associazione comunale Alto Ferrarese per il Piano Strutturale Comunale associato
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Indagine sull’utilizzo dei parcheggi da parte dei cittadini e loro grado di soddisfazione per il servizio, per conto di FerraraTUA
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Studio di fattibilità per la realizzazione di una parcheggio su tre piani nel centro di Ferrara, per conto di FerraraTUA
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Realizzazione della guida "Dopo la Terza Media. Quale scelta?". Guida distribuita presso tutti gli studenti delle scuole medie della provincia di Ferrara (Bando della Provincia di Ferrara vinto da Cds)
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Banda Larga. Contesto, tendenze e buone pratiche a Ferrara e dintorni. Indagine Commissionata dall’Amministrazione Provinciale di Ferrara
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Ricerca “Badanti e fabbisogni formativi in provincia di Ferrara”, per conto di ECAP Emilia Romagna
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La ricerca dei PIL all'estero
2005
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Studio sull'impatto socio-economico e ambiente del traforo ferroviario del Gran S. Bernardo
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Studio sul trasferimento della sperimentazione PIL all'Università di Verona
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Studio sui principali mutamenti del lavoro e nell'organizzazione aziendale
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La consulenza al Comune di Codigoro per il Piano Strutturale Comunale
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La consulenza al Comune di Mesola per il Piano Strutturale Comunale
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Rapporto Socio - Economico Centese 2005
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2004
2003
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Ricerca sull'esperienza dei NaSTeM di Basell
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Il Modello di sviluppo della Provincia di Rovigo
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La qualità della vita della circoscrizione di Via Bologna a Ferrara
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L'indagine sulle Multinazionali nel territorio ferrarese
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Polesine 2010, quale scenario di sviluppo? Ricerca sugli scenari del Polesine.
Committente: CNA di Rovigo e Camera di Commercio di Rovigo. Ricerca realizzata da CDS (capofila) in collaborazione con la Facoltà di Economia dell'Università di Ferrara e di Antares
2002
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Consulenza alla Provincia di Rovigo per l'implementazione del PALO (Piano di Azione Locale per l'Occupazione). Committente: Rovigo
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Diffusione delle buone prassi, Apprendere Lavorando, in alcune province del Veneto.
Committente: Ministero del Lavoro
2001
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Analisi della cooperazioni
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Una proposta per i laureati in Scienza Infiermieristiche
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L'inserimento professionale dei giovani: elementi per una comparazione europea
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IFTS Basell
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Progetto Idrovia ferrarese. Studio di valutazione ed individuazione delle opportunità di sviluppo del sistema produttivo e dei servizi logistici del territorio ferraresenell’ambito dell'Emilia Orientale attraverso la redazione di un Master Plan economico del sistema territoriale interessato.
Committente: Amministrazione Provinciale di Ferrara
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Time-line Sorgeva Ostellato, CMG Bondeno
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Studio sull’innovatività degli investimenti, sviluppo di nuove metodologie di benchmarking e diffusione di tecnologie di innovazione organizzativa nella cooperazione in provincia di Ferrara e nella Regione Basilicata. Committente: Lega delle cooperative Basilicata
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Analisi di fattibilità per l’insediamento di una struttura sanitaria o alberghiera nei pressi del costruendo Ospedale di Cona. Committente: Investitori privati
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Sbocchi occupazionali dei diplomati Ipsia e analisi dei fabbisogni professionali delle imprese in provincia di Ferrara. Committente:Istituto Professionale di Stato IPSIA e F.lli Navarra
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Progetto Catalisis. Progetto di inserimento di giovani nell’ambito del bando innovativo e sperimentale CPE (contratti di Prima Esperienza) svolgendo un ruolo di animazione rispetto ai vari attori sociali e alle imprese, nelle province di Forlì, Ravenna, Reggio Emilia e Bologna.
Committente. Regione Emilia Romagna (finanziamento comunitario)
2000
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Analisi dei flussi di traffico
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Studio di fattibilità per un censimento delle seconde case ad uso turistico sui sette lidi di Comacchio. Committente: Provincia di Ferrara
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Indagine sul distretto “nascosto” della calzatura della provincia di Rovigo. Dimensioni, caratteristiche e fabbisogni. Committente: Eurobic Adige Po
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Progetto per la creazione di una linea ferroviaria Ferrara-Copparo. Studio sulle caratteristiche e la consistenza del bacino di utenza della nuova linea metropolitana nel percorso Ferrara-Copparo. Committente: Comune di Copparo
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Studio sulle caratteristiche dell’occupazione e disoccupazione nel Basso Ferrarese.
Committente: Comune di Codigoro
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Sbocchi occupazionali dei corsisti della formazione professionale in provincia di Ferrara.
Committente. Provincia di Ferrara
1999
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Studio sul settore pesca
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Le reti tecnologiche e sociali a livello locale sulla provincia di Ferrara al Settembre 1999
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La mappatura delle tecnologie e delle competenze delle imprese inserite nell'ambito dell'Ob2
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Studio sui fabbisogni insediativi e di servizio delle imprese che si insedisnao sfruttando un contratto d'area: il caso Manfredonia
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Gli inserimenti lavorativi dei tossicodipendenti
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Follow up mappatura delle imprese industriali dell’area Ob.2. Committente Provincia: di Ferrara
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Indagine sulle reti tecnologiche e sociali della provincia di Ferrara. Committente: Provincia di Ferrara
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Studio sui servizi di pronto intervento dell’Asl di Ferrara
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Studio “ L’economia e la produzione ad Occhiobello” (RO)
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Corpo Ricerche - Ordine Cronologico
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PROSP, Professionalizzazione dei Servizi alla Persona
Cds ha collaborato al progetto ProSP (Leonardo da Vinci) in partnership con ADRAR (Centro di Formazione di Tolosa, Francia), EURiSTYLE (Azienda di informatica di Tolosa, Francia), IMFE (Istituto Municipale di Formazione ed Occupazione della Provincia di Granada), SCIENTER (ente di ricerca ed innovazione per la formazione), I.I.S. Zappa-Fermi Liceo delle Scienze Sociali di Borgo Val di Taro (Parma). Il progetto prevede l'apprendimento, la sperimentazione e il trasferimento di una buona pratica formativa nata in Francia nella regione dei Midì Pyrénées. Si tratta una piattaforma informatica per la formazione e tutoraggio a distanza di persone che hanno difficoltà ad accedere a corsi formativi o di aggiornamento per ragioni di distanza, lavoro, famiglia. ADRAR ha sviluppato con l’appoggio metodologico e finanziario del Consiglio Regionale de Midi Pyrénées un dispositivo di formazione a distanza nel quadro del lavoro di cura delle persone e di collaborazione famigliare. Questo dispositivo contribuisce ad una migliore organizzazione del territorio e permette alle persone che sono lontane dai luoghi della formazione, di essere qualificate e assistite nei luoghi in cui vivono. La metodologia, particolarmente flessibile e rispettosa dei tempi di vita e di lavoro delle persone, si adatta in modo personalizzato – forte di un continuo e deciso tutoraggio – alle diverse realtà personali, favorendo l'accesso alla formazione o all'aggiornamento a persone che, altrimenti ne sarebbero escluse. Traslata nella realtà italiana, la metodologia PROSP è sperimentata su un "gruppo pilota" di badanti a Borgo Taro, zona montana della provincia di Parma. La lunga esperienza francese (tecnologica, metodologica e pedagogico-formativa) giunta fino a PROSP apre, a nostro avviso, nuove scenari applicativi per fare formazione a domicilio o sul luogo di lavoro a dipendenti di enti pubblici, imprese private, associzioni di categoria.
Cds ha realizzato per questo progetto il rapporto di valutazione.
INFO COOP, Information and Cultural Opportunities of Old People
La partnership coinvolta nella realizzazione di questo progetto è molto eterogenea e comprende numerosi enti italiani oltre al CDS: Provincia di Ancona (coordinatore) , due CTP di Fabriano e Borgo Val di Taro, Laboratorio delle Idee (società di servizi formativi, organizzativi e tecnologici), UNIEDA (Unione Italiana di Educazione degli Adulti) di Roma. Partecipano anche soggetti appartenenti a 5 Paesi Europei: Università Cattolica di Eichstaett-Ingolstadt (Germania), Istituto Municipale per la Formazione e l'Occupazione-IMFE (Spagna); Università di Brasov (Romania), una società che si occupa di formazione e pubblicazioni per adulti PERFEKT (Ungheria).
Il progetto Info C.O.O.P (Programma Grundtvig) punta al rilancio e alla valorizzazione delle opportunità di apprendimento, formazione e (re)inserimento socio-culturale dei cittadini anziani residenti in aree svantaggiate a rischio di impoverimento culturale. La rilevazione delle buone prassi esistenti a livello europeo e territoriale, l’indagine dei fabbisogni formativi, culturali e sociali degli adulti della terza età nei Paesi partner ha permesso di indentificare l’intensità e le caratteristiche delle criticità presenti nelle aree considerate. Tale confronto ha rappresentato la base da cui si è partiti per sviluppare un modello operativo di intervento e di formazione (sia per i formatori sia per i cittadini anziani) che punta alla acquisizione da parte degli adulti della terza età di quelle informazioni e conoscenze che gli permetteranno di svolgere un ruolo attivo nello sviluppo del proprio territorio reimpiegando il proprio “bagaglio culturale”, che altrimenti andrebbe perso. Il progetto punta inoltre alla predisposizione di una rete territoriale e europea che comprende diversi livelli e aree di intervento/coinvolgimento ( spazi attrezzati per la formazione e la socializzazione, metodologie didattiche e formative, modelli formativi, piattaforme eLearning, percorsi di orientamento etc) volte ad accrescere e stimolare la partecipazione attiva degli anziani attraverso la conoscenza e le opportunità culturali ed educative.
Ecco i prodotti realizzati da Cds per questo progetto:
Fattori di sviluppo ed evoluzione dell'economia centese, capitolo del volume "Cassa di Risparmio di Cento - Un secolo e mezzo di economia e socialità"
Per il saggio di carattere storico e socio-economico, oltre all'ausilio di documenti, studi e analisi storiche nazionali, regionali e locali, ci siamo avvalsi, tra gli altri, del contributo qualitativo di quattro gruppi di protagonisti dell'economia centese. Attraverso quattro tavole rotonde su agricoltura, artigianato, industria e commercio, riproponendo a tutti i protagonisti le medesime domande, si è cercato di fare emergere le diverse chiavi di lettura dell'evoluzione economica e storica di Cento e del suo territorio, individuando convergenze o possibili divergenze ma, soprattutto, lasciando spazio alla storia vissuta e raccontata (o ricostruita, ben consci che si tratta, pur sempre, di un contributo di parte), portatrice di eventi, frammenti e particolari esperienziali originali, difficilmente rintracciabili nei documenti ufficiali ma, comunque, interessanti per approcci inediti, sia sul passato, che sul futuro. Non ci siamo attenuti pertanto ad un rigido ordine cronologico dei fatti, ma abbiamo esaminato, pur analizzandoli, i principali fattori di sviluppo di cento e del suo territorio, interfacciandoli, in seguito all'interpretazione dei protagonisti economici.
Entrambe le testate giornalistiche locali hanno parlato del volume: leggete l'articolo de La Nuova Ferrara del 20 dicembre e del Resto del Carlino del 23 dicembre.
I TIROCINI FORMATIVI IN ITALIA E ALL’ESTERO PER I LAUREATI. L’esperienza del Servizio orientamento al lavoro “Career Service” – ArdsU Ferrara
Dal presente rapporto di ricerca si evince che il tirocinio è un’esperienza molto positiva, sia in Italia, per orientarsi nel mondo del lavoro, sia (ma in particolare) all’estero, dove rappresenta un’esperienza umana significativa e arricchente.
La maggior parte dei laureati intervistati conserva, dopo quasi due anni dalla conclusione del tirocinio, un alto livello di gradimento per l’esperienza vissuta.
Pur considerando che ARdsU mette in chiaro con i neo laureati che si rivolgono all’Ufficio Career Service, qual è la finalità del tirocinio, ovvero quella di essere un’esperienza formativa, per alcuni laureati il tirocinio si trasforma alla fine in un contratto di lavoro: il 33%, infatti, di chi ha svolto il tirocinio in Italia rimane in azienda. Mentre, per quanto riguarda tale esperienza all’estero, il 43% di chi ha svolto il tirocinio all’estero riceve un’offerta di lavoro dall’azienda ospitante. In termini occupazionali, si può affermare, quindi, che il tirocinio formativo porta un “buon vantaggio”.
Tale tendenza si riflette anche a livello nazionale. Secondo i dati del Rapporto Isfol 2005, circa il 35% dei giovani che hanno intrapreso questo istituto conclude l’esperienza, convertendola in occupazione.
Rimane, comunque, importante ragionare sugli strumenti che caratterizzano questo percorso e continuare a qualificarli. Pensiamo ad alcuni aspetti in particolare:
a) il ruolo dell’impresa formatrice;
b) la qualità dell’offerta formativa;
c) il ruolo del tutor aziendale.
Il tirocinio è spesso il primo contatto tra l’istruzione e il lavoro e il primo momento di costruzione/verifica di una propria posizione professionale.
Il tutor del tirocinante deve molto spesso supportare e stimolare il tutor aziendale, una figura ancora poco definita nelle aziende (compito del tutor è aiutare il tirocinante alla realizzazione di un progetto e alla sua formazione). Quando ciò non avviene il tirocinio è “zoppo”, specie se non esiste un senior che faccia da riferimento e adeguatamente formato (e selezionato per reali capacità) per il compito che deve svolgere, in grado di portare la sua esperienza a servizio del tirocinante.
Un altro elemento su cui è importante riflettere è l’aumento crescente di pratiche come lo stage curriculare che spesso le imprese e i giovani assimilano al tirocinio.
Gli stagisti sono, infatti, sempre più numerosi, per la crescente diffusione dello stage all’interno del percorso di laurea curriculare.
Sono, inoltre, in crescita anche i tirocini: solo nel 2005, sempre secondo l'Isfol, si contano 30 mila giovani che, una volta usciti dal sistema scolastico con diploma, laurea, o master, hanno fatto un tirocinio.
Anche se, il tirocinio, per definizione, non è un rapporto di lavoro, e quindi non prevede una retribuzione, le aziende spesso devono immettere i tirocinanti in una reale situazione di lavoro, al fine di accrescere le opportunità di apprendere da un’attività professionale.
Emerge, infine, dalla ricerca, l’importante ruolo che svolge il “passaparola” sia per l’opportunità di fare un tirocinio promosso dall’ARdsU, sia per la ricerca di un lavoro. Importanza, quindi, della rete di conoscenze, del network delle persone che si frequentano: familiari, colleghi, ex ed attuali docenti, compagni di corso, amici, compagni di sport,…
Per quanto riguarda i tirocini all’estero, promossi e gestiti direttamente dall’ARdsU, considerate le caratteristiche che li contraddistinguono dagli altri tirocini Fse (maggior autonomia e intraprendenza da parte del tirocinante, maggior flessibilità), si individua una tipologia di aziende che meglio si adatta all’inserimento dei laureati: ovvero le aziende/enti pubblici.
2° monitoraggio sulle evasioni in alcuni parcheggi di Ferrara gestiti da Ferrara Tua
E' proseguita la collaborazione con l'azienda FerraraTua, con una seconda azione di monitoraggio che ha inteso saggiare, in alcuni parcheggi della città, il grado di evasione dei clienti di Ferrara Tua.
In parallelo alla rilevazione dell'evasione è stata condotta un'indagine “osservativa” sia sui comportamenti devianti dei clienti, sia sugli ausiliari del traffico.
Osservatorio Cds per Sefim sull’edilizia e le tendenze insediative in provincia di Ferrara
Committente: SEFIM-BORGO PUNTA
CDS ha realizzato su commissione di SEFIM e della Cooperativa Edificatrice Borgo Punta una ricerca ad ampio spettro sulla rilevanza economica del settore edile in provincia di Ferrara e sulle caratteristiche della domanda abitativa sul territorio. Lo studio è stato realizzato mettendo in relazionefenomeni economici ( prezzi del mercato immobiliare, offerta di lavoro, redditi delle famiglie ecc…) e sociali (immigrazione, composizione demografica della popolazione ecc…) con l’evoluzione delle tendenze insediative nei comuni della provincia di Ferrara.
La rilevanza economica del settore delle Costruzioni è stata analizzata sia dal punto di vista occupazionale sia dal punto di vista della ricchezza prodotta sul totale del Valore Aggiunto provinciale. A livello geografico l’ analisi è stata condotta dapprima per l’intera provincia, poi per sotto-ripartizioni territoriali della stessa al fine di riordinare in un quadro completo l’impatto del settore sul sistema economico provinciale.
Ricercatori: Michele Bernini, Stefano Capatti
Individuazione dei fabbisogni abitativi e delle relative caratteristiche presso un panel di immigrati della provincia di Ferrara mediante Focus Froup
Committente: SEFIM-BORGO PUNTA
<<L’aumento dei flussi migratori e della diversità non soltanto è inevitabile ma, in una prospettiva di lungo periodo, la diversità etnica è, a ben vedere, un’importante risorsa sociale>> [Robert Putnam, 2007]. In uno scenario in cui già si delineano i primi effetti postivi dell’immigrazione – non più solo problema ma anche risorsa, sia per le imprese, sia per l’incremento demografico – comincia la fase della stabilizzazione: immigrati che decidono di fare progetti di vita a lungo termine sul nostro territorio, scegliendo di acquistare un’abitazione. Un fenomeno allo statu nascenti, ma con caratteristiche diverse a seconda delle diverse etnie.
Ricercatori: Michele Bernini, Stefano Capatti
Scenari di sviluppo nel Comune di Occhiobello
CDS ha svolto una ricerca per conto del Comune di Occhiobello sugli scenari di sviluppo al 2010 e sulle possibili politiche di anticipazione delle criticità.
Occhiobello, dopo una fase di crescita negli ultimi 20 anni, intende aprire una nuova fase di sviluppo contrassegnata dalla realizzazione di alcune importanti infrastrutture al fine di sostenere non solo la crescita produttiva ma la qualità della vita dei cittadini.
In tal senso vanno le iniziative rivolte alla nuova tangenziale, agli insediamenti commerciali, allo sviluppo di servizi sociali, del tempo libero e dello sport, all’insediamento della caserma dei carabinieri, alle iniziative di sviluppo nell’ambito della formazione professionale, alle nuove aree produttive.
L’obiettivo della ricerca è quello di dare un quadro sistematico degli effetti che tali opere avranno nel medio periodo sulle principali variabili socio-economiche del Comune, sull’impatto sulle imprese locali, sulla qualità della vita dei cittadini.
Oltre a ricostruire un quadro unitario degli interventi e degli effetti attesi sul territorio, verrà preso in considerazione il Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) della provincia di Rovigo e le principali azioni in atto nella provincia di Rovigo e di Ferrara, in modo da collocare gli scenari di Occhiobello all’interno di un quadro più generale.
Nell’ambito della ricerca è stato interpellato, tramite intervista, un campione stratificato di imprese di Occhiobello oltre ad esperti e/o opinion leader locali e provinciali.
Stefano Capatti è responsabile dell’azione con la collaborazione di Riccardo Galletti e Andrea Gandini.
Avere 20 anni nel 2020
CDS, in collaborazione con CMCS dell’Università di Ferrara e l’Ufficio studi della Camera di Commercio di Ferrara ha realizzato e presentato il 2 dicembre la ricerca “Avere 20 anni nel 2020”. Si tratta di una ricerca di scenario che intende dare le principali informazioni sulle condizioni attese al 2020 e sulle sfide a cui dovranno far fronte i privati e le istituzioni locali nei prossimi anni per uno sviluppo sostenibile in provincia di Ferrara. La ricerca fornisce sia una versione draft di sintesi (circa 45 pagine), sia una versione ampia (150 pag.) corredata da una vasta documentazione che può consentire approfondimenti personali sul futuro che ci attende e su come anticipare azioni virtuose. I dati sono disponibili sul sito internet della provincia di Ferrara (www.provincia.fe.it) che ha promosso lo studio (nell’area formazione professionale); è possibile richiedere il cd-rom completo della ricerca al settore formazione professionale della Provincia o direttamente al CDS.
Referenti per l’azione sono Andrea Gandini, Chiara Bertelli e Stefano Capatti
Impresa e innovazione
Il 13 dicembre 2004 è stata presentata la ricerca dal titolo “Impresa e Innovazione: settori innovativi e prospettive occupazionali: quali scenari nel medio periodo ?” realizzata da CDS in collaborazione con Sipro e l’Università di Ferrara. L’indagine, ha messo in evidenza come a livello provinciale quasi il 15% delle aziende attive operino in settori innovativi ad alto potenziale di crescita.
La concentrazione maggiore di imprese innovative è stata rilevata nell’alto ferrarese. CDS ha condotto l’indagine “sul campo”, intervistando 27 imprese. Tali imprese hanno fatto registrare negli ultimi anni positivi tassi di crescita (per produzione e occupazione). Analizzando l’approccio e i comportamenti delle aziende nei confronti dell’innovazione, è emerso come tutte introducono costantemente innovazioni di prodotto e di processo e che vedono come un fattore strategico lo sviluppo di relazioni con l’Università per il trasferimento tecnologico di competenze ai processi industriali.
A livello di fabbisogni professionali la richiesta degli imprenditori è stata largamente incentrata sulla necessità di tecnici specializzati con buone competenze trasversali. La ricerca ha visto ampie forme di coinvolgimento e consultazione, durante lo svolgimento, degli operatori economici locali.
Referenti per l’azione sono Riccardo Galletti e Sergio Foschi
Clicca qui per vedere la ricerca integrale
La consulenza ai Comuni dell’Argentano per il Piano Strutturale Comunale associato
CDS ha condotto un'analisi socio economica del territorio dei 5 Comuni di Argenta, Migliarino, Ostellato, Portomaggiore e Voghiera e l’elaborazione di scenari demografici occupazionali al 2020, che faranno parte del quadro conoscitivo del Piano Strutturale Comunale dei Comuni associati. L’analisi, oltre a dati di tipo quantitativo, elaborati in forma aggregata e per singolo comune, ha prodotto considerazioni di carattere qualitativo sulla situazione e le tendenze in atto nel territorio, i punti di forza e di debolezza, le opportunità e, soprattutto gli ambiti di possibile cooperazione tra i 5 Comuni.
Referenti per l’azione sono Chiara Bertelli e Andrea Gandini
Il progetto MonitorPil
Come è noto, il Progetto PIL rappresenta una sperimentazione estremamente innovativa nel campo della “istruzione e formazione”, promossa dalla Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara a partire dal 2001 e condotta in tre edizioni successive (recentemente è stata avviata la quarta edizione), con la finalità prioritaria di fornire a studenti laureandi, nell'ambito del loro normale ciclo di studi, competenze specifiche del mondo del lavoro. Nell’attivazione del Progetto PIL, CDS collabora con la Facoltà di Economia (assieme ad altri partner, fra i quali il Centro Provinciale di Formazione di Ferrara) all’attività di Mappatura dei fabbisogni e delle competenze richieste dalle Imprese ed al processo di valutazione della qualità del sistema di gestione del Progetto stesso.
Nel caso della “mappatura”, si tratta della fase preliminare all’avvio, per ciascun anno, del “percorso PIL” tesa a individuare il fabbisogno delle competenze richieste dalle imprese (siano esse pubbliche che private) disponibili all’inserimento lavorativo dei laureandi.I criteri per l’azione di mappatura delle imprese e delle competenze da esse richieste si rifanno ai programmi di studi (corsi di laurea) dei giovani laureandi disponibili a partecipare al “percorso PIL” (percorso che, come è noto, presuppone un anno di lavoro retribuito in azienda), in modo da individuare aziende e “posizioni di lavoro” coerenti con tali disponibilità.
Sulla base di tali criteri, l’attività del CDS di mappatura e di individuazione delle imprese e delle “posizioni di lavoro” inizia a concretizzarsi, anzitutto, con la definizione delle aziende considerate potenzialmente interessabili al Progetto PIL e quindi con l’attuazione di contatti diretti con le imprese così individuate.
Tali imprese vengono poi informate e sensibilizzate (grazie a successive visite dirette di personale CDS presso le sedi aziendali) sui diversi aspetti riguardanti il Progetto PIL.
Nel corso di tali visite il personale CDS cerca anche di acquisire l’interesse delle aziende a partecipare al Progetto magari individuando già in questo ambito una prima ipotesi di inserimento del/dei laureando/i in termini di aree di lavoro, profili professionali, posti disponibili CDS, ove in questa fase di primo contatto e screening con le imprese, acquisisca l’interesse dell’azienda ad inserire nel proprio organico laureando/i con contratto di lavoro (un anno, preceduto da 3 mesi di stage “pre-lavoro”) trasferisce al Job Centre della Facoltà di Economia i riferimenti aziendali, per la formalizzazione dell’impegno definitivo.
Per il Progetto PIL avviato quest’anno, CDS ha individuato e contattato circa 200 aziende, delle quali circa 40 hanno poi formalizzato con Job Centre l’adesione al Progetto PIL.
Per quanto concerne il processo di valutazione della qualità del sistema di gestione del Progetto PIL, il CDS è chiamato a collaborare, da un lato, al monitoraggio delle diverse fasi via via arricchenti la competenza degli studenti, spingendosi fino alla certificazione delle competenze professionali da essi acquisite nella fase lavorativa; dall’altro, alla realizzazione di un intervento organico finalizzato a:
- consolidare l'esperienza PIL in un progetto stabile e sistematico, (passando da una condizione sperimentale ad una situazione consolidata) con l’obiettivo (ambizioso ma assolutamente qualificante) di contraddistinguere le Facoltà dell’Università di Ferrara per la loro scelta di considerare il lavoro parte integrante della istruzione/formazione dei propri studenti;
- dare maggiore sostegno e visibilità all'opera di "certificazione delle competenze" acquisite nel percorso "istruzione-lavoro-formazione" al fine di assicurare la massima trasparenza nelle dinamiche dell'offerta e della domanda del mercato del lavoro;
- riconoscere formalmente al "Percorso PIL" i caratteri di rintracciabilità e riproducibilità che gli competono.
Per consultare il testo integrale della ricerca visita il sito della Provincia nella sezione scuola, formazione
Referente per l’azione è Bruno Zannoni
La ricerca su un campione di famiglie di Codigoro
A quattro anni dalla ricerca fatta a Codigoro con la pubblicazione dei risultati in “Stagionalità e redistribuzione del lavoro”, CDS, contattato dall’Amministrazione Comunale di Codigoro, ha svolto una ricerca su un campione di 160 famiglie codigoresi per misurare occupazione, disoccupazione, modalità di ricerca del posto di lavoro, percorsi formativi, abitudini negli acquisti, gradimento dei servizi comunali.
Clicca qui per vedere la ricerca integrale (solo copertina).
Referente per l’azione è Stefano Capatti
Il progetto Novi – Senior
Il progetto di ricerca, presentato in ATI con i partner Ial, Ecipar ed Enaip dell’Emilia Romagna e che ha interessato un campione di 12-15 imprese di tre province (Ferrara, Bologna, Reggio E) al cui interno sono stati individuati 20-25 senior che hanno sviluppato un’interazione con giovani neo-assunti (30-35 junior), è nelle fase di stesura di Report finale.
Lo studio analizza il contesto aziendale e organizzativo, le competenze degli over 45 anni e l’interazione novizio-senior con una specifica metodologia di indagine: somministrazione di un’intervista in profondità sulle varie dimensioni - competenze, interazione col novizio in base alla tipologia contrattuale, modalità di trasferimento delle conoscenze-competenze, … sia ai senior che ai novizi.
Quest’ultima fase, in particolare, analizza se le diverse tipologie contrattuali (apprendistato, contratti a termine, contratti a progetto - ex co.co.co - contratti occasionali, contratti di prima esperienza, programmi di primo inserimento lavorativo,…) influiscono nel favorire o meno la trasmissione del sapere e delle conoscenze tra giovane e senior e sulla qualità dell’interazione neo-assunto/senior.
Referenti per l’azione sono Chiara Tacchi Venturi e Riccardo Galletti
Il progetto ‘Interreg sull’impatto del tunnel ferroviario fra Valle d’Aosta e Vallese’: stato di avanzamento
CDS, in Associazione temporanea di impresa con Uteco e Synerghia sta svolgendo uno studio d’impatto socio-economico sui territori interessati dal passaggio del nuovo tunnel ferroviario sotto il monte Gran San Bernardo (Valle d’Aosta e Cantone Vallese); la fase più consistente dello studio prevede l’analisi socio-economica delle due aree (Provincia di Aosta e Comuni interessati del Cantone Vallese), sia in assenza che in presenza dell’infrastruttura, la previsione degli scenari futuri e la valutazione delle politiche locali in tema di gestione dei trasporti e di sviluppo socio-economico.
Referenti dell’azione sono Paolo Ceccherelli e Andrea Gandini
Il monitoraggio sulle attività dello Sportello Unico per le Attività Produttive
L’Amministrazione Provinciale di Ferrara ha affidato al CDS l’incarico di effettuare un monitoraggio teso a valutare la realizzazione degli Sportelli Unici per le Attività Produttive sia sul piano dei rapporti con il territorio sia sul piano delle relazioni interistituzionali dei soggetti pubblici coinvolti.
Con la ‘Riforma Bassanini’, legge delega in materia di snellimento delle procedure, l’introduzione dello Sportello Unico costituisce il primo sostanziale “banco di prova” per creare condizioni effettive di efficienza ed efficacia dell’agire delle Amministrazioni Pubbliche nei contesti locali.
I risultati che emergono nella ricerca condotta sono stati di molto interesse per la committenza: i Comuni sono riusciti a rendere operative determinate strutture ed ad aver attivato interesse sociale stato dei rapporti tra società e Pubblica Amministrazione, sia nella conoscenza ed ottimizzazione delle performance di servizio che i soggetti pubblici possono erogare.
La complessità delle tematiche insorte sono di difficile soluzione nel breve periodo, perché coinvolgono non solo aspetti tecnici specifici, ma si intrecciano anche con modi di pensare e comportamenti sociali acquisiti nei rapporti che sono venuti a determinarsi nel tempo tra cittadini, tecnici e Pubblica Amministrazione.
Siamo, pertanto, in piena transizione verso un modello integrato di azione amministrativa. Se da un lato si pone l’accento sull’organizzazione dei servizi e l’efficienza delle strutture organizzative, dall’altro si inducono sollecitazioni al cambiamento di comportamenti sociali diffusi.
Tutto questo porta alla conclusione che solo un procedere per fasi, coinvolgendo tutti i soggetti pubblici e privati in un esame condiviso delle problematiche emerse, permetta il raggiungimento di obiettivi di successo.
L’introduzione dello Sportello Unico appare, quindi, una dimensione che oramai non lascia dubbi sulla sua efficacia, ma le sue implicazioni sia dal punto di vista operativo che formale ancora determinano resistenze ed atteggiamenti di cultura di gestione che si pongono in opposizione al risultato da perseguire.
Quando si parla di relazioni tra pubblico e privato non si può certo pensare che la soluzione sia unica e definitiva: con le trasformazioni sociali in atto, solo un atteggiamento aperto di consultazione, discussione e collaborazione può portare a soluzioni articolate che producano risultati effettivi ed opportunità di miglioramento per la collettività.
I ricercatori impegnati nell’azione sono Paolo Ceccherelli e Stefano Capatti
Clicca qui per visionare la ricerca integrale o per vedere la presentazione sul monitoraggio delle attività dello sportello unico o gli effetti economici dello sportello unico.
Ricerca sull’esperienza dei MaSTeM di Basell
CDS ha svolto una ricerca per conto di Basell sui MaSTeM, i Master rivolti ai laureati in materie tecnico-scientifiche, provenienti anche da Pesi extra-europei.
Obiettivo della ricerca è la sistemazione dei dati dell’esperienza dall’inizio ad oggi in termini di iscritti, partecipanti, tipologie, insegnamenti svolti e loro modifica. Oltre alla raccolta e sistemazione di tutti i dati posseduti da Basell, CDS ha raccolto specifiche e approfondite informazioni sui tre principali soggetti del MaSTeM con interviste dirette e ha predisposto tre specifici questionari semistrutturati con domande raccolte presso i corsisti (50-80 persone), i tutor aziendali (10-15 persone), i tutor universitari (20-30 persone).
Altri obiettivi della ricerca sono la descrizione del modello e la sua evoluzione nel tempo, il punto di vista dei dirigenti dell’impresa, dei partecipanti, dei docenti e dell’Università, delle Istituzioni sia locali che nazionali.
E' in fase di pubblicazione presso la casa editrice Francoangeli, il volume che raccoglie i risultati della ricerca.
Responsabili dell’azione sono Chiara Tacchi Venturi e Chiara Bertelli.
Il Modello di sviluppo della Provincia di Rovigo
Si è conclusa la ricerca sul ‘Modello di sviluppo della provincia di Rovigo’, che CDS ha svolto come capofila, su incarico della C.N.A. di Rovigo, in collaborazione con il centro di ricerca Antares e la Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara.
Dallo studio emerge che la provincia di Rovigo negli ultimi dieci anni è cresciuta; è stata in grado di sfruttare le grandi potenzialità derivanti dal fatto di rientrare in Area Obiettivo 2, usufruendo dei fondi dell’Unione Europea.
Rovigo ha ancora davanti a sé tante opportunità per migliorare e continuare a crescere, con la possibilità di puntare ad uno sviluppo qualificato, in grado di coniugare crescita economica con qualità della vita degli abitanti e salvaguardia delle condizioni ambientali, “incanalando le proprie risorse” in percorsi individuati come condivisibili e praticabili.
A sostegno di tali conclusioni sono stati trattati numerosi temi: lo scenario demografico al 2021, le caratteristiche del mercato del lavoro ed i sistemi locali del lavoro, la qualità della vita a Rovigo, la scolarizzazione nella provincia di Rovigo e gli iscritti negli Istituti Tecnici e Professionali, la criticità delle imprese nel reperire manodopera e la carenza di offerta di lavoro, l’Università e la promozione di un cambiamento culturale, l’autonomia istituzionale e finanziaria, le infrastrutture, la logica delle scelte pubbliche, le specializzazioni: pesca e agricoltura, il sistema del credito, l’internazionalizzazione, la concentrazione industriale, i punti di forza e di debolezza della provincia Rovigo secondo il parere dei 30 testimoni privilegiati intervistati.
Chiara Tacchi Venturi è stata responsabile dell’azione con la collaborazione di Riccardo Galletti, Andrea Gandini, e Paolo Ceccherelli.
La qualità della vita della circoscrizione di Via Bologna a Ferrara
Si è conclusa l’indagine su “La qualità della vita nella Circoscrizione Via Bologna”, promossa dal Gruppo Consigliare D.S. dell’Amm.ne Prov.le di Ferrara, in collaborazione con il Gruppo “Via Bologna per l’Ulivo” e la redazione del giornale “Via Bologna”. Sono stati realizzati due dibattiti, in occasione di manifestazioni pubbliche organizzate da gruppi, associazioni di volontariato presenti sul territorio, alla presenza di ricercatori CDS e rappresentanti della Circoscrizione e alcuni testimoni privilegiati del Comune di Ferrara. Nel corso dei dibattiti sono stati presentati e commentati i principali risultati della ricerca, che ha messo in luce i punti di forza e di debolezza, le luci e le ombre del quartiere.
Referente dell’azione è Chiara Tacchi Venturi.
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L’Indagine sulle Multinazionali nel territorio ferrarese
CDS ha ricevuto l’incarico dalla Sipro di svolgere un’indagine sulle multinazionali presenti in provincia di Ferrara all’interno del “Programma coordinato di promozione delle risorse e del sistema ferrarese” per l’implementazione del “Piano Marketing Territoriale e Promozione Localizzativa” nell’ambito del Do.cup 2000-2006. L’indagine sulle imprese è propedeutica alla creazione e promozione di un’azione di “marketing” a fini insediativi nella quale vengano valorizzati i fattori di attrazione del territorio a partire dalle caratteristiche di eccellenza esistenti nelle imprese già insediate.
Obiettivi dello studio sono: conoscere le motivazioni che hanno spinto le multinazionali ad insediarsi e/o rimanere nel territorio di Ferrara, valutare se tali motivazioni sono ancora valide o se (e come) sono cambiate, effettuare un’analisi dei fornitori e sub-fornitori, predisporre un quadro organico della situazione strategica e organizzativa delle imprese di grandi dimensioni in provincia di Ferrara e delle opportunità di integrazioni possibili di filiera, valutazione del peso che potrà assumere sia lo sviluppo tangibile (imprese a forte crescita quantitativa, per occupati, materiali trasportati, ad elevato impatto ambientale,…), sia quello intangibile (occupati ad alta qualificazione, produzioni intangibili, basso impatto ambientale, elevato riciclaggio dei rifiuti,…).
L’indagine ha portato ad intervistare le più grandi imprese multinazionali della provincia di Ferrara.
Referente dell’azione è Riccardo Galletti.
Analisi della Cooperazione
Per creare una nuova "visione" della Cooperazione c'è chi sostiene che ci dovrebbe essere una regia e un mandato forte delle Associazioni, un rinnovo di dirigenti che non vengono dallo stesso settore, oppure l’avvio di un processo formativo che coinvolga prima il management e poi tutti i soci e i dipendenti.
Nel corso della ricerca si è cercato di verificare alcune ipotesi teoriche che non è azzardato ritenere siano state verificate:
La globalizzazione spinge le imprese cooperative a:
- costituire sistemi territoriali integrati (integrazione orizzontale);
- costituire gruppi cooperativi (integrazione verticale).
La politica delle "risorse umane" richiede strategie di formazione che incrementino la comunicazione tra soci e management.
La crescita della cooperazione si avvantaggia dello sviluppo di una economia civile (non profit o terzo settore) per la sua specificità organizzativo-manageriale nella dismissione dei settori pubblici.
Già una ricerca dell'Università Cattolica di Milano evidenziava il modesto senso di appartenenza e i bassi flussi di comunicazione nella cooperazione attuale.
La ricerca CDS ha potuto solo in parte analizzare i piani formativi e i relativi contenuti degli ultimi 3 anni,
ma da essi emerge una formazione ancora molto da "addestramento", lontana da quella "education" lungo l'arco di tutta la vita di cui anche le cooperative hanno certo bisogno.
Una proposta per i laureati in Scienze Infermieristiche
La professione d’Infermiere sta scontando una crisi di appeal presso i giovani,dovuta in parte per la perdita di status e di immagine, in parte per il percorso di studi che non incentiva le iscrizioni, in parte perché orari e carichi assistenziali non incoraggiano alla scelta di questo importante mestiere.
Di fronte alla difficoltà di reperire infermieri, molte strutture si rivolgono all’estero. CDS ha elaborato una propria originale proposta a partire da un percorso scolastico professionale esistente in molte città dell’Emilia-Romagna. In tale percorso scolastico quinquennale, vi sono molte materie e molte ore dedicate a materie sanitarie, che producono, al termine degli studi, una figura molto più preparata degli OTA e OSS e molto più vicina al vecchio infermiere generico. Inoltre le esperienze di stage e di lavoro, sia estivo che durante l’anno, la rendono professionalmente preparata.
A partire da questa figura è possibile pensare, in accordo tra Università, Asl ed Ospedali, un percorso preferenziale dentro a Scienze Infermieristiche (con il riconoscimento di crediti formativi per le materie sanitarie che riducano uno o due esami), creando un naturale continuum. Inoltre la figura professionale che esce dalla scuola superiore, potrebbe essere la figura che può spingere l’infermiere a fare lavoro “a più alto contenuto tecnico”, in quanto ha una certa affidabilità ed autonomia, senza dubbio maggiore delle OTA e OSS.
Referenti per l'azione sono Stefano Capatti e Andrea Gandini
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L'inserimento professionale dei giovani: elementi di comparazione europea
L’ingresso dei giovani nella vita attiva costituisce un tema di studi, nelle scienze sociali, presente in numerosi paesi, particolarmente dell’Unione Europea. Tuttavia una lettura comparata delle letterature nazionali (Jobert, Marry et Tanguy, 1995; Hannan et alii, 1999a, per esempio) rileva delle disparità profonde di approccio, tanto sulle questioni sollevate che sui campi investigati, sulle metodologie elaborate e sugli strumenti messi a punto. Da qui in seguito, si sviluppa questa diversità di approcci. Si va verso un conteggio impegnativo e si costruiscono in seguito gli indicatori comparativi, che chiariscono particolarmente le singolarità degli ingressi nei mercati del lavoro europei.
Thomas Couppié, Michèle Mansuy. Traduzione di Stefano Capatti
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Analisi sui flussi di traffico
E' proseguita la collaborazione con l'azienda ACFT attraverso due indagini sull'esperienza degli autobus 'ibridi', sviluppata nell'ambito del progetto ENEA finalizzato a ridurre l'impatto ambientale dei mezzi collettivi, e sul coefficiente di utilizzo del titolo di viaggio da parte degli utenti abbonati.
In entrambi i casi i report di presentazione dei risultati sono stati accompagnati da test sulle abitudini dei viaggiatori, sul livello di gradimento del servizio sull'origine e destinazione dei passeggeri.
L'interesse di CDS verso il tema della mobilità si e sviluppato anche nella preparazione di un dossier presentato presso l'Hotel Astra immediatamente prima delle elezioni amministrative e con la proposta di un osservatorio specifico sull'argomento che tanta influenza assume sulla qualità della vita nel territorio.
Studio sul settore pesca
CDS ha realizzato nel corso del 1999 uno studio sul settore pesca per conto di Ervet. L'obiettivo era quello di analizzare la situazione produttiva in termini quantitativi del pescato in mare, della produzione di cozze e vongole (acquacoltura) nei nostri Comuni (Goro, Comacchio,...).
Lo studio ha consentito una ricognizione di tutte le strutture (oltre 30) che svolgono queste attività, e che danno lavoro ad oltre mille persone;
in genere si tratta di soci di cooperative, in quanto questaé la struttura societaria prevalente del settore.
E' stato possibile individuare le diverse produzioni di pescato, di cozze e vongole, l'estensione delle concessioni, il prezzo minimo, massimo e medio, il tipo di allevamento (per filare o pali fissi), le operazioni di semina e spostamento, il tipo di pesca effettuata (bertovelli, nasse, sfogliara, rapido, strascico, ...) e il numero di licenze, il tipo di pescato (pesce, pesce azzurro, molluschi, crostacei ...), la distribuzione del pescato in termini di aree di destinazione e di canali distributivi. E' stata fatta una ricognizione presso tutte
le strutture e le associazioni che in teoria possono disporre e produrre dati per individuare il tipo di informazioni possedute ed avere una panoramica completa di quali informazioni esistono in un settore di grande importanza (anche per le potenzialità), presente quasi esclusivamente in provincia di Ferrara e che ha una complessità interna notevole.
Le reti tecnologiche e sociali a livello locale sulla Provincia di Ferrara al Settembre 1999
Questa ricerca è stata svolta su incarico della Amministrazione Provinciale di Ferrara. Il lavoro di ricerca si è realizzato nei mesi da aprile a settembre 1999.
In quanto agli obiettivi preposti sono state tenute presenti le necessità derivanti dal futuro impiego dei dati ed in primis la possibilità di ricavare una visione carto-grafica, particolare e/o d'insieme, dell'intreccio delle varie reti tecnologiche e sociali presenti nel territorio della Provincia di Ferrara con l'individuazione dei nodi principali e degli eventuali archi materiali che li collegano.
L'argomento, di nuovo interesse, ha permesso al team di CDS impegnato nel progetto di acquisire importanti conoscenze in termini di struttura funzionale del territorio e di proporsi per ulteriori iniziative di monitoraggio e di osservatorio.
L'organizzazione del materiale raccolto ed elaborato è la seguente: relazione generale; relazioni particolari per ogni rete; scheda presentazione della rete e relative reti indotte; prospetto fonti documentarie disponibili e/o già fornite; elaborazione dei dati raccolti; eventuali tabelle; eventuali schede riassuntive di ogni singola rete indotta; eventuali allegati.
Per quanto attiene al metodo, questa indagine è stata svolta seguendo il percorso che via via ogni settore indagato suggeriva come più idoneo, vista la notevole diversità di fonti dati e obiettivi che caratterizzava ogni rete.
Per ognuna di esse sono state catalogate (con luoghi riferenti e tempi) tutte le fonti disponibili in modo da fornire un quadro di reperibilità dei dati. L'elaborazione dei dati è stata fatta seguendo il criterio della con unità di misura il singolo Comune.
Non bisogna dimenticare che le reti indagate non fanno parte della stessa 'categoria' di reti: non sono tutte tecnologiche o tutte sociali e pertanto non è possibile procedere ad analisi e considerazioni che vadano oltre la mera elencazione e/o 'statistica' di presenza territoriale.
Sono state elaborate molte schede riassuntive (relative a Sanità Lavoro, Commercio), sono esemplificative delle elaborazioni statistiche delle presenze territoriali che si potrebbero fare avendo una panoramica completa e aggiornata dei dati relativi ad ogni settore e, successivamente, per tutto il territorio provinciale.
La mappatura delle tecnologie e delle competenze delle imprese inserite nell'ambito dell'Ob2
Questa indagine sviluppata nel settore delle PMI, commissionata dal Consorzio Ferrara Ricerche, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo delle azioni della misura 2.3 dell'Obiettivo 2 ed in particolare per l'avvio dell'esperienza del meeting point e per la progettazione di corsi di formazione specifici.
Il seminario effettuato in febbraio, per la presentazione della ricerca, ha avuto un significativo successo di presenze e di interventi degli addetti ai lavori.
Le informazioni ricavate dal campione delle 60 imprese permettono di ricavare importanti considerazioni sullo sviluppo dei processi di trasferimento tecnologico nella provincia.
In primo luogo, si evidenzia un quadro complessivo nelle realtà di minori dimensioni di incapacità a collegarsi al di fuori del rapporto stretto 'fornitore / cliente', che limita di fatto le possibilità di dialogo.
Tale situazione é aggravata dalla limitatissima presenza di personale con titolo di studio universitario.
Pertanto anche nel caso di aziende con buone performance (fatturato e occupazione in crescita) si può immaginare una situazione di carente 'potenziale' dovuto all'assenza di apporti scientifici, di scarsa permeabilità ad altre esperienze, di mancata ricerca di nuovi 'ceppi' produttivi sui quali innestare il futuro dell'azienda.
Studio sui fabbisogni insediativi e di servizio delle imprese che si insediano sfruttando un contratto d'area: il caso Manfredonia
CDS ha svolto in collaborazione con Smaer una indagine sui fabbisogni insediativi e di servizio delle imprese che si sono insediate nel 1999 (o hanno intenzione di farlo nel 2000) a Manfredonia, dove è stato stipulato un contratto d'area. Il committente finale dello studio è l'Associazione degli Industriali di Foggia (Capitanata).
Le aziende coinvolte nello studio sono state circa una cinquantina, quasi tutte direttamente intervistate per cogliere i servizi e fabbisogni di cui avevano bisogno. Si è trattato di far avere alle imprese un dettagliato questionario per individuare non solo l'investimento previsto e lo stato di avanzamento della progettazione, ma tutta la gamma dei consumi e fabbisogni previsti (energetici depurazione, smaltimento, telefonici logistici manutenzione, informatici amministrativi, mensa, pulizia, formazione e selezione personale,).
Le imprese, quasi tutte del Centro-Nord (Piemonte, Lombardia, Emilia-R., Veneto, Marche) sono state tutte intervistate direttamente.
Lo studio, considerato dal committente di ottima qualità, ha consentito di individuare le problematiche e le principali disfunzioni a cui, in genere, le imprese vanno incontro nell'insediarsi in aree lontane dalla propria zona operativa; quali devono essere gli accorgimenti da porre in atto per una buona attrattrività delle aree e quali le soluzioni organizzative.
Gli inserimenti lavorativi dei tossicodipendenti
E' stato concluso il progetto di collaborazione con il servizio per la tossicodipendenza (SerT} del Comune di Ferrara con un'indagine finalizzata alla verifica delle disponibilità da parte di imprese PMI all'assunzione di personale con esperienze di tossicodipendenza.
L'indagine, particolarmente complessa in quanto occorreva mettere in evidenza intenzioni e punti di vista articolati e raccogliere pareri e suggerimenti, ha interessato 60 aziende con una prima serie di test e successivamente in modo più approfondito, con colloquio diretto, altre 30 aziende.
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